La notte dell’indifferenza, dell’arroganza, della superficialità che si esprime in un linguaggio aggressivo, a volte perfino volgare, si infittisce sempre più. Diventa ogni giorno più pervasiva, guadagna sempre più consenso.
Si persegue il sogno illusorio di un mondo perfetto, si promette, mentendo, una sicurezza impossibile da raggiungere. Si stabiliscono sanzioni severe per chi la minaccerebbe, per lo più persone disperate e inermi, devastate nell’intimo da storie atroci.
Se qualcuno esprime pietà, viene bollato come “buonista”, un neologismo che dà piena cittadinanza solo al tornaconto personale e dei gruppi di interesse. Altri valori diventano clandestini.


Per accrescere all’infinito i nostri profitti, con consapevole ipocrisia, continuiamo a devastare le case altrui. Vendiamo armi anche a chi riduce alla fame milioni di bambini, eventi a cui non si dedicano nemmeno due righe sui nostri giornali, men che meno sui social.
Chi fugge dal degrado invivibile da noi provocato viene chiamato con divertita ironia “migrante economico”. Non ci basta fare delle vittime, bisogna colpevolizzarle e punirle.
Il Natale svuotato dalle luci dei supermercati, trasformato in una sagra consumistica, muore nell’insensibilità dei più, nonostante l’impressionante crescita tra noi delle forme del disagio, di cui pochi si prendono cura, e che altri provvedono, con più successo, a convogliare in una rabbia verso tutto e tutti.
Nel presepe un bambino indifeso e inerme ci guarda ed implora che ci lasciamo toccare il cuore da Lui che ha scelto di abitare il deserto della nostra umanità impoverita per farla rifiorire dei suoi splendidi colori, del suo amore senza confini. Lasciamoci abbracciare da Lui e cominciamo a rivivere e far vivere.
Buon Natale!

p. Giuliano