Airone Parma

 

MODULO EDUCATIVO/TERAPEUTICO RESIDENZIALE
DESTINATO A MINORI CON PROBLEMATICHE DI USO/ABUSO
DI SOSTANZE STUPEFACENTI O CON CONDOTTE COMPORTAMENTALI PARTICOLARMENTE A RISCHIO
 
PREMESSA
L’uso sperimentale iniziale delle sostanze avviene sempre più prematuramente, con una bassa consapevolezza dei rischi e dei danni derivanti, da parte di soggetti giovanissimi che, già di per sé, per la loro età, tendono a sottostimare  rischi e pericoli. L’uso precoce di sostanze comporta, inoltre, una forte interferenza con i processi di maturazione e sviluppo cerebrale dell’adolescente che, proprio in questa fase dello sviluppo, va consolidando numerose funzioni neuropsichiche in relazione ai meccanismi di apprendimento, di memorizzazione, della motivazione, del coordinamento e dei sistemi della gratificazione. Non ultimo, a questa età, si sviluppano e si definiscono importanti aspetti della personalità: l’autostima, la self-efficacy, i processi di problem analysis, di decision making, ecc.
 
Le variazioni sociali e culturali, quelle del mercato della droga e la comparsa di nuove sostanze, nonché la loro associazione e le modalità di consumo, hanno comportato una forte differenziazione dello scenario generale. Di conseguenza, è necessario adattare i modelli di intervento per renderli più coerenti ed efficaci rispetto alle nuove problematiche.
 
Questo progetto si propone di interrompere il più precocemente possibile la progressione dell’uso di sostanze verso forme di dipendenza sempre più gravi, in una fase della crescita che consente ancora di intervenire educativamente sui processi evolutivi, per consentire la ripresa -  dopo congruo tempo - delle normali attività quotidiane: frequentazione scolastica, attività sportiva, gestione del tempo libero…
 
Parallelamente, anche in assenza di utilizzo di sostanze stupefacenti, alcuni minori agiscono condotte devianti e/o comportamenti a rischio, che rendono complessa la loro gestione in un gruppo di pari e che necessitano di un contesto maggiormente contenitivo e normativo.
 
Il progetto si concretizza nel loro inserimento all’interno di uno specifico modulo trattamentale, con la definizione di obiettivi educativi/terapeutici individualizzati, concordati coi Servizi invianti coinvolti.
 
Tale opportunità è prevista dalla Deliberazione della Giunta Regionale 19 dicembre 2011, N. 1904 – Direttiva in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari – Punto 2: “È possibile l’inserimento di ragazzi di età superiore ai sedici anni in strutture per adulti nei casi in cui le caratteristiche personali del minore lo rendano opportuno, tenendo conto del preminente interesse del ragazzo stesso. L’inserimento verrà effettuato sulla base di specifico e motivato progetto dei servizi. Le strutture accoglienti sono tenute ad inviare semestralmente alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni gli elenchi dei minorenni accolti”. 
 
Può essere prevista una fase residenziale intensiva, con successiva presa in carico a livello ambulatoriale (colloqui individuali di sostegno, incontri con il nucleo familiare, controlli tossicologici …).